Qui e ora. Vivere nel presente.

Vivere nel qui e ora significa essere pienamente consapevoli di tutto ciò che è.
Quando ci apriamo a questa verità e l'accettiamo, possiamo vedere che qualsiasi situazione può essere trasformata.
Tutta la negatività è causata da un accumulo di tempo psicologico e dalla negazione del presente.

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ben
Ben

Quando ad esempio si sente un suono, allora e' ben definita la dualita'. Cioe' ci sei tu (soggetto) che percepisce il suono (oggetto). Cosi' per tutti i sensi.
Ma per i pensieri e' cosi' netta questa dualita' soggetto/oggetto ?
Quando si tratta di pensieri la coscienza in qualche modo si fonde con il pensiero.
Quello che sta cambiando (evoluzione) e' la distinzione tra soggetto e oggetto anche con il pensiero.
Quando la dualita' soggetto/oggetto si fa netta con i pensieri allora il soggetto prova l'unita'. Perche' sono i pensieri che creano la dualita'.

mia
Mia

L'amicizia in modalita' ego, e' un dare/avere, e' sempre a rischio rottura etc. Insomma non e' un gran che. Ma l'amicizia senza ego deve essere una bella cosa. Sentire veramente che l'altro sei tu.

sofia
Sofia

Nel presente si cresce. Nel tempo si invecchia.

maya
Maya

Se durante un sogno ti accorgessi di stare sognando,
non servirebbe a niente dire a altre persone che e' un sogno.
Semplicemente perche' gli altri non sarebbero sognatori ma solo parte del sogno.

pablo
Pablo

Forse in un futuro, lo stato di identificazione con la mente (ego) sara' solo una fase dell'adolescenza.

steve
Steve

Perche' l'ego? La quiete dopo la tempesta e' ancora meglio della quiete.

monika
Monika

Io, come essere umano, percepisco, e percependo espando in conoscenza. Questo e' tutto.

neo
Neo

Per fare una scelta e' indispensabile il tempo. Quindi se si crede che il tempo e' un'illusione,
si dovra' anche credere che la scelta pure lo e'.

romeo
Romeo

Si puo' scegliere! Nel senso che, e' possibile identificarsi con la scelta.

ivan
Ivan

La illuminazione spirituale non serve alla coscienza, ma all'essere umano come forma. Essendo la coscienza gia' perfetta. Solo la forma puo' evolvere.

sofia
Sofia

Il grado di spiritualita' e' proporzionale al grado di empatia.

max
Max

il tempo esiste? se lo percepisci allora esiste.
esiste solo il presente? se percepisci solo il presente allora quella e' la realta'

sofia
Sofia

In un videogioco l'ambiente si crea momento a momento. Quindi ad esempio il personaggio del videogioco avanza e il programma crea un nuovo intorno eliminando il precedente, dando cosi' la senzazione di continuita'. In una realta' fatta in questo modo che senso hanno i concetti di finito e infinito?

sofia
Sofia

Con l'eta' la fantasia non diminuisce.
L'io creato dalla mente è un capolavoro di fantasia.

adam
Adam

La vita e' una e tu sei La vita.
Tu sei questo momento e questo momento e' tutto quello che esiste.

kelly
Kelly

Non so se la dimensione interiore e' primaria. forse interno e esterno sono di uguale importanza. cmq si, gli altri sono come uno specchio.

frank
Frank

Quando vedi rabbia negli altri,
va e scava profondamente dentro di te
e vedrai che quella rabbia si trova anche lì.
Quando vedi troppo ego negli altri,
va semplicemente dentro di te
e vedrai quell'ego seduto lì dentro.
La dimensione interiore opera come un proiettore:
gli altri diventano schermi
e tu inizi a vedere dei film su di loro,
che di fatto sono solo i nastri registrati di ciò che tu sei.
Osho, Il gioco delle emozioni

max
Max

Anche Tolle avverte sul pericolo di diventare ricercatori spirituali. Il ricercatore spirituale cerca sempre altri libri, corsi etc. Diventa un collezionista di mappe.
Mappe che sì, indicano una verita', ma che non servono a molto se non si mettono in pratica.
Quando arrivera' il prossimo libro che mi liberera' dell'ego? Questo pensiero si aspetta qualcosa da un futuro. Quindi e' sempre l'ego che parla.

lisa
Lisa

Ciao,
i ricordi sono pensieri e se succedono fanno parte del contenuto dell'adesso. La questione e' chi sei tu, cioe' se sei identificato con il pensatore oppure sei l'osservatore.

maya
Maya

"ego=io" mi sembra una definizione perfetta.
Perche' l'ego e' legato all'illusione della separazione. Quando si crea la separazione c'e' un "io" e per forza di cose ci deve essere anche qualcosa che non e' "io". E di conseguenza la necessita' di identificarsi con quella parte che si chiama io.

roger
Roger

Qual'è l'utilità dell'ego? Solo amandolo e comprendendolo lo si può abbandonare...rigettarlo o ritenerlo inutile lo alimenterebbe soltanto creando all'interno di esso ulteriori divisioni...quindi chiedo qual'è il suo scopo fondamentale...grazie per le risposte.
l'ego non si può abbandonare perchè non esiste, è un'illusione della mente, per cui non ha senso nè combatterlo nè amarlo, ma solo comprendere che cos'è... quindi hai ragione a dire che tentare di rigettarlo lo alimenterebbe, perchè l'atto di rigettarlo o combatterlo afferma e rafforza l'illusione della sua esistenza...
quanto all'utilità, credo sia utile come strumento di 'interazione col mondo... il problema è che allo stato attuale delle cose non è lui il nostro strumento, siamo noi il suo strumento.
Tolle dice che è una tappa indispensabile nell'evoluzione.

ben
Ben

E' difficilissimo essere coscienti della respirazione tutto il tempo.
Ma e' facilissimo esserne coscienti solo in questo momento. Solo adesso.

max
lily
monika
Monika

Quello che so adesso e' tutto il sapere.

mike
Mike

Il problema è che il sè che eri convinto fosse il vero te è un fantasma che esiste solo come astrazione nella tua mente, animato dalla conflittuale energia emotiva della separazione. E' reale quanto lo è il tuo sogno della notte scorsa. E quando smetti di farlo esistere pensandolo, non ha affatto alcuna esistenza. Ecco perchè è falso. Questo solleva la questione: chi o cosa è il vero te?

Al centro del falso sè vi è un vuoto fatto di mancanza, derivato da un essenziale allontanamento dalla propria vera natura. O per uno sviluppo naturale, o per disperazione, o semplicemente soccombendo all'ipnosi del mondo, con tutte le sue maschere di inganno e i suoi rigidi doveri, per adeguarsi alla sua pazzia. Il falso sè orbita intorno a questo abisso vuoto che sta al suo centro, nel silenzioso terrore della sua minaccia di oblio che non ha nome nè volto.

Il falso sè è sia un ostacolo che un accesso attraverso il quale devi passare sulla tua strada per il risveglio alla dimensione dell'essere. Quando passi attraverso il vuoto del sè, l'identificazione col sè muore, temporaneamente o permanentemente, e scopri di essere una presenza. La presenza non è un sè, in nessun senso convenzionale. Non ha forma o dimensione, età o genere. E' un'espressione dell'essere universale, la sostanza senza forma dell'esistenza. La presenza non è soggetta a nascita o morte; non è del mondo delle "cose". E' la luce della coscienza in cui interi mondi sorgono e muoiono.

(Adyashanti, tratto da "The Way of Liberation")

mike
Mike

Questo non vuol dire che nello sviluppo di un essere umano il falso sè non abbia un fine o utilizzo; vuol dire solo che non ha esistenza di sorta al di fuori della mente. Il sè si sviluppa in modo che tu possa ottenere un sano senso di individuazione e di autonomia che ti sia utile per condurre la vita in maniera favorevole alla tua sopravvivenza e al tuo benessere. Il problema è che davvero poche persone sviluppano una vera autonomia psicologica, e persino queste spesso sono così incantate dal falso sè che non potrebbero mai immaginare la sua natura illusoria o cosa vi sia al di là. Ma una volta sviluppata la vera autonomia il sè non è più necessario, nello stesso modo in cui l'infanzia non è più necessaria quando si entra nell'età adulta. Potrebbe essere comunque più accurato dire che che è l'autonomia la cosa veramente importante, e che il falso sè è essenzialmente un sottoprodotto immaginario del meccanismo auto-riflessivo della coscienza che identifica sè stessa con l'incessante movimento del pensiero condizionato.

mike
Mike

Il falso sè è essenzialmente un processo psicologico che ha luogo nella mente, il quale organizza, traduce, e dà senso (o in molti casi non-senso) a tutte le informazioni che ci arrivano attraverso i sensi. Quando questo processo psicologico si mescola con il movimento auto-riflessivo della coscienza, produce un "senso di sè". Questo senso di sè poi pervade la coscienza come una sorta di profumo che induce la mente a scambiare ciò che in realtà è un processo psicologico per un'entità reale e separata chiamata il proprio sè. Questa errata conclusione, quella di essere un sè distinto e separato, avviene molto presto nel corso della vita, in maniera più o meno automatica ed inconscia.

Identificandosi con un particolare nome che appartiene ad un particolare corpo e mente, il sè inizia il processo di creazione di una identità separata. Aggiungici un complesso miscuglio di idee, credenze e opinioni, insieme ad alcuni ricordi selettivi e spesso dolorosi con i quali creare un passato con cui identificarsi, così come alla pura energia emotiva con cui tenere insieme il tutto, e prima che tu possa saperlo ti ritrovi un molto convincente (sebbene separato) sè.

pablo
Pablo

Quando vi è un certo grado di Presenza, di quiete e di attenzione vigile, gli esseri umani possono percepire in ogni creatura, in ogni forma vitale, l’essenza divina della vita, la consapevolezza infusa o lo spirito, e possono riconoscerla come la loro stessa essenza e così amarla come loro stessi.
Fino a che ciò non accade, molti umani vedono solamente la forma esterna, e quindi si identificano solo con la forma fisica e psicologica, inconsapevoli della loro stessa essenza.
Eckhart Tolle

max
Max

L’attesa è uno stato mentale. Sostanzialmente significa che voi volete il futuro; non volete il presente.
Non volete ciò che avete, e volete ciò che non avete.
Con ogni genere di attesa create inconsapevolmente un conflitto interiore fra il vostro qui e ora, dove non volete essere, e il futuro proiettato, dove volete essere.
Questo riduce grandemente la qualità della vostra vita facendovi perdere il presente. Rinunciate all’attesa come stato mentale.
Quando vi sorprendete a scivolare nell’attesa… scuotetevi da questa situazione. Arrivate al momento presente. Cercate semplicemente di esserci e di gioire ad essere.
Se siete presenti, non vi è mai alcuna necessità di aspettare alcunché.
Eckhart Tolle

neo
Neo

"Non hai idea di quanto sia stato difficile
trovare un dono da portarti.
Nulla sembrava la cosa giusta.
Che senso ha portare oro ad una miniera d’oro,
oppure acqua all’oceano.
Ogni cosa che trovavo,
era come portare spezie in Oriente.
Non ti posso donare il mio cuore e
la mia anima, perché sono già Tue.
Così, ti ho portato uno specchio.
Guardati e ricordami."
(Rumi)

monika
Monika

Il momento della resa è uno stato trascendente.
È uno stato in cui moriamo al passato affinché il nuovo possa nascere.
Molti hanno cercato di descrivere questo stato, senza mai trovare le parole adatte. Infatti non ci sono parole. Il nostro linguaggio non è strutturato per descrivere ciò che è insondabile.
Molti parlano di stati inconsci, di cadere in dimensioni sconosciute, di una chiara luce che illumina le tenebre, di perdita della cognizione del tempo, ma tutte queste descrizioni non riescono a descrivere la reale esperienza. Ciò che c’è davvero è la comprensione di essere cambiati. Cambiati irrevocabilmente, irreversibilmente. Trasformati per sempre.
Ma non potete riuscirvi sforzandovi di lasciar andare.
“E allora, che cosa posso fare?”
Niente.
Non è qualcosa che potete “fare”. La trascendenza avviene con la completa resa, non con lo sforzo per raggiungerla. L’unico modo è accettare totalmente il vostro dolore. Accettate la vostra situazione, lasciate che sia così com’è.
In questo stato di resa totale, non di rassegnazione, non di sottomissione, ma lasciando andare realmente, qualcosa avviene dentro di noi. È come se dall’alto scendesse uma mano che asciuga le nostre lacrime, avvolgendoci nella pace.
Aperti, privi di qualunque difesa, il possibile può finalmente raggiungerci e sollevarci a sé. Lasciamo che sia, e lasciamo che sia Dio.

brenda
Brenda

Quando imparate a essere testimoni dei vostri pensieri ed emozioni, il che è una parte essenziale dell' essere presenti, potete rimanere sorpresi quando per la prima volta vi rendete conto del «rumore» di fondo dell'inconsapevolezza ordinaria e capite quanto di rado, o mai, siete veramente a vostro agio con voi stessi.
E. Tolle

monika
Monika

A quanto ho capito, il Nirvana sarebbe la coscienza che si sveglia in modo definitivo. Pero' questo ancora deve avvenire.

neo
Neo

Non conoscevo il termine Satori. http://it.wikipedia.org/wiki/Satori

rob
Rob

L'errore che ho protratto per anni e anni è stato proprio quello di "scimmiottare" quel sentimento che provai del tutto "casualmente".Solo da pochi anni sono arrivato alla consapevolezza dell'inutilità e assurdità di tale comportamento.e questo devo dire,l'ho scoperto, anche parlandone.

mia
Mia

Avere esperienze o risvegli periodici è senz'altro un bene, l'unico lato negativo è che spesso accade che la mente cerchi di ripetere l'esperienza o le esperienze che furono in virtù del ricordo di piacevoli sensazioni. Un'esperienza andrebbe trattata col dovuto rispetto, eppure è solo un'esperienza. Un'occhiata gettata nell'ignoto. Quando il risveglio diventa più permanente alla fine ci si accorge che chi pensava di aver avuto un'esperienza di risveglio non è più in noi.

roger
Roger

Coscienza stessa che si risveglia a Se stessa...

max
Max

Una persona illuminata e' quella che ha provato una o piu' volte lo stato di coscienza senza ego, ma che poi ritorna allo stato normale di ego.
Pero' se si parla della coscienza che si sveglia dal sogno della forma, allora la coscienza e' una, quindi non ha senso di parlare di piu' persone illuminate. Deve essere un solo essere che si sveglia.

monika
Monika

La vera abilità dei tanti Autori che hanno cercato di descrivere cosa fosse l'illuminazione sta proprio nell'aver cercato di trasmettere a parole ció di cui non si puó parlare. Un paradosso. L'unico modo che abbiamo per descrivere l'indescrivibile. L'altro modo, è avere la fortuna di poter incontrare un vero illuminato di persona. In quel caso ti rendi "fisicamente" conto che la quiete, la presenza, è davvero contagiosa. Illumina te stesso, allora avrai fatto qualcosa di grandioso per il mondo intero.

adam
Adam

E' la descrizione che è individuale.L'Esperienza è comune, uguale per tutti perchè archetipica :simile all'esperienza dell'orgasmo.Ognuno può raccontarla con parole diverse ma il senso è comune per tutti.

maya
Maya

La verità è concreta quando uno la sperimenta.Diciamo che anche nelle piccole cose possiamo parlare di fatti oggettivi.Se si rompe un piatto è concreto quello che successo.Se iniziamo a immaginare siamo nella teoria.Anche il Buddha diceva che basandoci sui piccoli dati di fatto di fa accedere alla verità assoluta.

sofia
Sofia

Se vogliamo sapere che sapore ha una mela,ognuno può dire la sua anche a mangiarla.Se tu la mangi saprai perfettamente che sapore ha.Può darsi che sia diversa la tua esperienza da un altro.Con il vivere il presente è uguale.Con l'illuminazione può essere la stessa cosa.Buon pomeriggio.

sara
Sara

è proprio il "vuoto" quello che stiamo cercando. Forse il termine che usa Tolle "stillness" (Quiete) potrebbe rendere vagamente l'idea, ma anche in questo caso si presta a tante interpretazioni diverse (e fondamentalmente false) e non perchè io conosca quella giusta.....il fatto è proprio che quella giusta non esiste. A ogni modo, capisco, siamo qui per discutere e cercare di esprimere l'inesprimibile.....perciò, sì, per me stillness è il termine che rende bene l'idea. Anche "Armonia" potrebbe andar bene.....

roger
Roger

Tutto quello che riesci a immaginare o descrivere NON è illuminazione.

steve
Steve

la percezione diretta di non esistere come entità distinta e separata dal resto della realtà (io, ego, sè ecc...), la quale ha come conseguenza i punti 2 e 3 (ed anche altro)
l'illusione è quella di credere di non essere "illuminati"

dex
Dex

Secondo me è quando riesci a capire che l'esteriorità e solo illusione..realtà e DIO sono dentro di noi..quando reagisci al negativo nella stessa maniera al positivo..quando elimini l'ego e i pensieri e riesci a stare sempre nella consapevolezza..quando riesci stare in stato supercosciente non solo in meditazione ma sempre e a quel livello sarai sempre in stato meditativo e consapevole qualsiasi cosa fai..nemmeno la morte quando arriverà sarà negativa..ma ne sarai felice perchè hai raggiunto l unico obbiettivo della vita e ti riunirai al tutto..cioè a DIO..io penso sia questa l illuminazione.

ivan
Ivan

Cosa intendi per Illuminazione spirituale?

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